25.6.13

MUORE TITOLARE DI UN RISTORANTE A FERRARA CON COCKTAIL..

Muore in una calda estate Brasiliana Michele Baglioni, proprietario del ristorante per ricevimenti a Ferrara denominato "Villa Baglioni", annuncia  la triste notizia l'amica del cuore Junia che ha vissuto gli ultimi istanti di tragedia a suo fianco ed in esclusiva per la prima volta, si racconta l'esperienza in questo delicato post.


"Avevo litigato con la mia ragazza e decisi  d'andarmela a passare in un  locale Brasiliano, quando .....al improvviso,
sentii il rumore assordante dell'ambulanza che si avvicinava sempre più, capii solo in quel momento di essere ancora vivo...
Mi ritrovai catapultato in un mondo oscuro, in una oscurità assoluta, completa, dove il dolore fisico non apparteneva alla mia natura. Lentamente incominciai a farmi forza, capii  in quel momento quello che mi era accaduto e ciò che stava succedendo, le sensazioni non erano alquanto confortanti, non ero del tutto preparato a ciò'...
Rimasi disgustato nel pensare che ero ancora vivo e non capii dove ero finito, rendendomi conto d'aver aperto però le porte ad un mondo, al momento a me ignoto.
Il primo ospedale, era una vecchia catapecchia e decisi di fermarmi un po' per la prima trasfusione, come le fermate ai box nelle gare automobilistiche.
Sentivo le voci rimbombare e le lacrime della mia Strega, bagnarmi le mani. La sensazione assomigliava ai soventi momenti di pioggia illuminati dal sole tipici dei paesi centroamericani.
 Era ancora molto buio, un buio che era quasi nero, ma il mio stato d'agitazione venne presto superato da una tranquillità assoluta, la serenità aveva preso il sopravvento, a tal punto, che rincominciai a vedere il film della mia vita e le immagini scorrevano come seduto in un cinematografo.
Partecipai a veri drammi nella mia storia... e tutto si sussegui  in un caos, dove passato, presente, futuro si mescolarono nel " cocktail della morte".
 Pensai al infinita schiera d' amici,  che pure loro, per cause improvvise, mi lasciarono nel solitario della vita, ricordai i momenti turbolenti in   cui la droga si presento' come la miglior compagna di vita, rivissi l' adrenalina conosciuta in circostanze volute di battaglie giovanili.
 La luce del flash,  al improvviso, come un lampo a ciel sereno, irradio' in me un senso di Pace e Gioia incominciando ad avvicinarmi a Dio, che mi graziava per tutte le male cose che feci, aprendomi le porte del "Paradiso".
Non provai alcun senso di colpa o rimorso per il passato, non provai nulla in merito ai miei fallimenti o risultati ottenuti, percepivo finalmente la  vita per quello che era .. capendo  che ciò' non avrebbe avuto fine....
 Con un senso inspiegabile, di leggerezza e benessere mi sentii pronto e positivo al passaggio, dal mondo materiale a quello infinito,
ma quanto bello e' morire!?
 ma quanto bello e' vedere  il buio diventar luce, gli errori diventar momenti di crescita, con la strana sensazione che tutto sia stato perfetto nella mia esistenza e che il destino arrivo' a fare il suo corso.
Nel frattempo, la Strega,
mi fermo'  ai box di un altro ospedale privato, dove altre trasfusioni mi permisero lentamente di  vedere, sempre più, uno spiraglio di luce che illuminava il mio corpo irriconoscibile e martoriato di ferite, per l'imprevisto che neanche lo scritto, riesce a descrivere nel dettaglio.
Capii, che non sarei mai più stato lo stesso..., alcuni medici li sentivo bisbigliare, avrebbero voluto informare le autorità rendendo l' incidente pubblico, fortunatamente la Strega non lo permise e nel caso leggesse questo post la ringrazio e abbraccio per avermi salvato la vita.
Inondato da questa esperienza Meravigliosa, subii altre trasfusioni e solo successivamente seppi che la Strega li comprava anche in laboratori medici della città,' come  quando uscivamo nel fare il giro nei vecchi mercatini del usato, nella speranza di trovare qualche cosa d'atipico. 
L'emoglobina la portarono al valore di 5punto8, sebbene molto bassa, sentii che il corpo reagi, non avendo voluto superare il confine del reale, neppure con  due blocchi cardiaci.
...Passo' un anno...,
 mi ritrovai nel affrontare una lunga e pendente scalinata in territorio Austriaco, avevo paura nel superarla, arrivato in cima a fatica, guardo mia mamma ( lei non capisce) con senso di gioia, apro la finestra per prendere una boccata d'ossigeno, sentivo il cuore scoppiare....
c'e l' avevo pero' fatta ! 
Ho capito il Vero senso della vita solamente passando attraverso la morte
Da quella fatidica notte Brasiliana, mi reincarnai in me stesso ma nulla fu più' come prima...."

2 commenti:

  1. Anonimo28.6.13

    vi ricordate di noi? Cate e Antonio

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  2. abbiamo risposto nella vostra mail abbracci

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